The Lock Down and The Flowers

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Photos by Deni Tessarolo within 200 meters of her home

On May 18, 2020, the Veneto Region of Italy will open to a new phase of their response to the COVID-19 virus. Here is Deni Tessarolo’s energetic experience of the Lock down.

The Energy of the Lock Down

All of a sudden, you find yourself having to stay inside a space defined by law. We were IMG_0010_1even restricted to two blocks outside our home to walk our dogs or get exercise.

We began to live a way we never lived before with people locked in the house, wrapped in an ambivalent silence, a silence that heals your mind and, at the same time, opens a path for worries.

People became glued to the TV, clinging to the experts’ opinions to quell their anxieties. According to the government, if you wanted to go out, you must have a valid reason—food or drugs. You can only go to nearby businesses. Written self-certification is required. There were many new rules imposed on us and new things we had to learn.

We were discovering how difficult it was to keep a social distance—forcing oneself to stay far from others. We were hiding our faces under the protective masks, rendering facial expressions useless. There was no need for makeup, and we could relax our facial muscles with a neutral stance.

When waiting in the long lines outside the supermarkets, we learn to behave like a phobic person. All of a sudden, you have to move thinking that all the people you met have the corona virus infection.

A Collective Hallucination

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It is like being the protagonist of a collective hallucination. Everyone became small and furtive as if we wanted to avoid being seen by the corona virus, present everywhere, invisible like an omnipotent, cruel God.

The official motto was: ‘Stay at Home.’  Staying outside becomes threatening while staying at home becomes salvation. Despite all this, not all had been negative. Many positive things arose with the new situation.

We discovered how it was to be free from many commitments. Now, virtual relationships, so underestimated and considered a fallback in comparison to physical contact, acquired vital importance. Emotional exchanges, affections, aperitifs, meetings with friends, outbursts, and hugs became virtually experienced.

How Flowers Helped Me

IMG_0013_1 copiaWe stayed at home, stayed within 200 meters of our home, with a lot of time on our hands. This time helped me to discover the expansive effects on my body that contemplating the beauty of flowers initiated and how the act of looking at them filled me with wonder by opening a space of time where I could rest.

This open space encouraged my love of taking pictures and capturing the best moment of the flowers to document their eternal beauty. I looked at every photo taken day after day for a long time. These are flowers that have always been present, but I never noticed them. It was my daily therapy that helped me to cling to the beauty of nature so as not to sink, or enclose myself in the darkness of black waters.

I had never considered that something so beautiful and fragile could become a lifesaver. By looking at a flower and I was letting in the visual effect–the feeling of wonder. This act turned into new life-giving energy.

I feel lucky to have allowed the flowers into my consciousness at that moment that was full of restrictions. The flowers had always existed. Now, they were appreciated and thoroughly enjoyed, bringing fragments of light that, together with the others, illuminated the house.

Fiori e Lock Down (Italiano)

In un giorno qualsiasi, all’improvviso, ti trovi a non poter uscire, a dover rimanere dentro uno spazio delimitato per legge. Lo spazio di movimento permesso non può superare i 200 metri da casa.

In questo modo inizia il lockdown, un periodo di tempo mai vissuto prima. La gente chiusa in casa, avvolta da un silenzio ambivalente, che oscillava da curativo per la mente a silenzio che favoriva preoccupazioni. C’erano persone incollate alla tv, aggrappate ai pareri degli esperti per sedare ansie e preoccupazioni.

Nel frattempo il governo decide che se vuoi uscire devi avere un valido motivo: comprare del cibo, comprare farmaci o altre necessità mediche e solo nelle vicinanze di casa con l’autocertificazione scritta che specifica la necessità.

Poi scopri quanto è difficile mantenere la distanza sociale. Scopri anche che la mascherina ti concede l’assoluta libertà espressiva del viso e il trucco che mimetizzava i segni del tempo non serve più.

Allucinazione Collettiva

IMG_0015_1Scopri le lunghe file fuori dai supermercati e devi imparare a comportati come le persone fobiche. Tutto ad un tratto devi muoverti pensando che il contagio del coronavirus può essere in tutte le persone che si incontrano, è come essere protagonisti di una allucinazione collettiva.

Tutti si fanno piccoli, furtivi, come volessero evitare di essere visti dal coronavirus, presente ovunque, invisibile e onnipotente come Dio. Stare fuori diventa minaccioso, mentre lo stare a casa diventa la salvezza. Il motto ufficiale è: ‘Stare a casa!’

Lo stare a casa ci allena alla rinuncia, insegna come è essere liberi dagli innumerevoli impegni, ci fa scoprire la vitale importanza delle relazioni virtuali, tanto sottovalutate e considerate un ripiego rispetto al contatto fisico. Tante cose vengono trasferite nelle connessioni online come gli scambi emotivi, affetti, aperitivi, incontri tra amici, sfoghi, abbracci, intrattenimenti ecc..

Come i Fiori Mi Hanno Aiutato

Stare a casa! … Stare nei 200 metri attorno a casa, con molto tempo a disposizione, con la primavera alle porte, mi fa accorgere dell’effetto quasi estatico nel corpo nel contemplare la bellezza insita dei fiori.

Mi diverto, giorno dopo giorno, a IMG_0004guardarli fiorire e con mia sorpresa scopro che l’atto del guardare sfumature, forme e colori mi riempiva di meraviglia, a volte toglieva il fiato, apriva uno spazio, sia fisico che temporale, dove si poteva sostare, staccare la spina.

Ecco che scattare foto soddisfa il bisogno avido di trattenere la meraviglia del fiore e il piacere nell’osservarlo. Volevo catturare l’apice della bellezza, renderla eterna.

Ho guardato a lungo ogni foto fatta giorno dopo giorno, molteplici fiori che si rinnovano ogni anno e mai notati prima, era la mia terapia quotidiana, era come aggrapparsi alla bellezza della natura per non sprofondare, per non chiudersi nel buio, per non perdersi nelle acque nere.

Non avevo mai considerato che qualcosa di così bello e fragile potesse diventare un salvagente. Guardare un fiore e lasciare che l’effetto visivo riempia qualcosa di non so cosa, ma qualcosa in cui il sentimento di meraviglia si trasforma in una energia nuova vivificante.

Mi sento fortunata per aver permesso, in quel momento pieno di restrizioni, di essere aiutata dalla natura floreale riscoperta e pienamente goduta, e come se frammenti di luce abbiano contribuito ad illuminare casa.

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