A Heart Creation/Una creazione del cuore

by Rosa  Catoio

One of the positive aspects of the COVID quarantine was the vast amount of time that entered our lives. Like an unexpected gift, we could slow down, sit down to savor the silence, or stand by a window or balcony and gaze upon the empty streets, read a whole book at once, write, care for our gardens, cook, chat, and many other things. In the beginning, I felt a sort of excitement for all this. Then I found myself lost in this huge container of time. I needed references; I needed to stop to one point and dig in.

Therefore I tried to make room for my writing process. In a Wholebody way, I tried to create space and time for what I was feeling while being in the present moment. I connected to my heart in a loving and caring way. Here is what I found. This short dialogue with myself helped me to find my voice.

Self-dialogue

“Today, it’s a long day, and I wish I could find something really valuable in it–something like a work well done, for example. I feel that I can do it because I can take care of things. This trust -it supports me and feeds me. I know I can take care of my plants, my books, my clothes, my body, or my desk. Perhaps I can even take care of those pages that I would like so much to write. A simple writing job I have been fighting with for days. I want to be doing this work in the most loving way.

How can I do something lovingly? I can love what I do by putting a touch of poetry in it. Loving also means that I don’t need to hurry, knowing that if I only stay with it a little longer, it could become something beautiful, profound, and mine. Being in the present moment while writing is an excellent way of drafting my pages.

I can order ideas calmly–thought by thought. Things written and then read and then corrected. I notice how everything looks different once it’s on the page–how some things come to life and others die because they don’t have enough strength, they don’t have energy, they don’t have roots.

I write and then search for what makes sense, what has a story, my story, my voice. I can recognize my voice in what I write. That is my process. Write to find me in what I write and then trim, clean, correct everything so that my voice is as clear as possible. This is the process I want to get into as I write.

How do I recognize this voice? I believe it is a distinct voice because it comes from my heart and reveals truths. It could be a small part of truth that would otherwise be lost. Maybe this is the real task of a writer. Reveal truths, even if only partially, minimally, but something that begins to shine among a thousand others. I don’t think a text can have many of these pearls, but some, yes. I also believe that the whole piece serves those pearls because they represent the heart voice. So I write slowly, to prepare the ground, to accompany the reader towards these unique pearls.

The Language of the Heart

It’s not about finding inspiration because, after all, inspiration is like a passing cloud, that Screen Shot 2020-06-21 at 10.31. PMyou can eventually grasp. The language of the heart, however, is always there. One only has to listen carefully to be able to grasp it and bring it out gently. It needs to be encouraged with much caution–lovingly and poetically.

Then the rest of the text is an accompaniment; it is a dance; it is a ritual that brings pearls to light. That ritual must not be listless, casual, distracted, or confused. It has to be done with care and presence because it is precisely from the quality of the ritual that the pearls can emerge. Because somehow it is like welcoming a guest. If the host is not kind and welcoming enough, the guest will not enter. He does not trust; he hangs on the door. 

It is a delicate but extremely creative and pleasant process. It is like the process of life. Caring in life is always a winning strategy. Somehow I have lost the habit of taking care of things. I have lost the joy of the cure. Only the appearance of the treatment remains, and that is not enough for the guest. It is not even enough for me. Maybe it’s like listening to background music. Writing with love is like being accompanied by a soundtrack that creates the right environment, the ideal mood, the right feelings.

I do not want to delude myself, because there are no guarantees that by doing all this, the longed-for result will come, it is not sure at all. And on the other hand, I do not intend to do all this for a result. Perhaps I do it because the journey is more pleasant if I do it with a smile in my heart. Perhaps because, in the doing and redoing, there is so much love and love is what matters.

Just doing and redoing, never gets tiring because the heart actively participates in the process. I am not alone in this eagerness to express my voice. My heart is with me, and it leaps in my chest with enthusiasm as I make that decision. My whole body is on the alert and wants to join the process. I am not alone in this task. Every part of the body does its work, and the music begins to play with such intensity that I want to stand up and dance. But I don’t get up; I don’t move, only my hands and my eyes move because the process has started, and I don’t want to miss a single word.”

 

Versione Italiana

Uno degli aspetti positivi della quarantena per il COVID è stato avere tanto tempo a disposizione. Un’enorme quantità di tempo è entrata nella nostra vita come un regalo inaspettato. Finalmente potevamo rallentare, restare seduti a goderci il silenzio, oppure restare alla finestra o al balcone ad osservare le strade vuote, leggere un intero libro senza interruzioni, scrivere, occuparci del giardino, cucinare, inviare messaggi, e tante altre cose.  All’inizio sentivo una certa eccitazione in tutto questo. Ma ad un certo punto mi sono sentita come persa in questo enorme contenitore di tempo. Avevo bisogno di riferimenti. Avevo bisogno di fermarmi in un punto e scavare.

Allora ho cercato di fare spazio al mio processo creativo. In un modo Wholebody, ho cercato di creare spazio e tempo per ciò che sentivo, restando nel momento presente. Collegata al mio cuore, con cura e in modo amorevole. Ed ecco ciò che è emerso. Questo breve dialogo con me stessa mi ha aiutata a trovare la mia voce.

Dialogo interiore

“È una giornata lunga e tra le tante cose da fare, vorrei infilarci qualcosa di veramente valido. Ad esempio, un lavoro ben fatto. Sentire che lo posso fare perché posso prendermi cura delle cose. Questa fiducia mi sostiene e mi nutre. Posso prendermi cura delle piante, dei libri, dei vestiti, del mio corpo, della mia scrivania e anche di quelle pagine che voglio scrivere da tempo e che non riesco a scrivere. Un semplice lavoro di scrittura con cui sto combattendo da giorni. Voglio farlo nella maniera più amorevole possibile.

Come posso fare qualcosa in maniera amorevole? Posso amare ciò che faccio mettendoci un tocco di poesia. Amorevole significa anche rallentare, non andare di fretta, perché se solo ci resto dentro un po’ più a lungo, può diventare qualcosa di bello, di profondo, di mio. Stare nel momento presente mentre scrivo, ecco un buon modo per affrontare la pagina.

Le idee possono essere ordinate con calma. Pezzo dopo pezzo. Le cose scritte e poi lette e poi corrette. Notare come tutto appare diverso una volta che è messo sulla pagina. Notare come alcune cose prendono vita e altre muoiono semplicemente perché non hanno abbastanza forza, non hanno vita, non hanno radici.

Scrivere e poi riconoscere ciò che ha un senso, ciò che ha una storia, la mia storia, la mia voce. Posso riconoscere la mia voce in quello che scrivo. Questo è il mio processo. Scrivere per riconoscermi e poi sfrondare, pulire, correggere ogni cosa affinché la mia voce sia più chiara possibile. Questo è il processo in cui voglio entrare quando scrivo.

Come faccio a riconoscere questa voce? Io credo che si tratti di una voce particolare perché arriva dal cuore e rivela delle verità. Una piccola parte di verità che altrimenti andrebbe persa. Forse questo è il vero compito dello scrittore. Rivelare delle verità, anche solo parziali, minime, ma che brillano tra mille altre. Non credo che un testo riesca ad averne tantissime di queste perle, ma alcune sì, e credo che tutto il resto vada a servizio di queste perle perché loro rappresentano la voce del cuore. Quindi scrivo lentamente per prendere tempo, per preparare il terreno, per accompagnare il lettore verso queste perle che sono uniche nella loro essenza. 

Il linguaggio del cuore

Non si tratta neanche di trovare l’ispirazione, dopo tutto. L’ispirazione è come il passaggio di una nuvola, che puoi cogliere. In questo caso invece il linguaggio del cuore è sempre lì e occorre ascoltare attentamente per poterlo cogliere e portarlo fuori. Con molta cautela. In modo amorevole e con un po’ di poesia.

Allora il resto del testo è un accompagnamento, è una danza, è un rituale per portare alla luce le perle. Quel rituale non deve essere svogliato, casuale, distratto, confuso. Esso va fatto con estrema cura e presenza perché è proprio dalla qualità del rituale che può nascere la perla. Perché in fondo è come accogliere un ospite. Se il padrone di casa non è abbastanza gentile e accogliente, l’ospite non entra. Lui non si fida e resta sull’uscio. 

È un processo delicato ma estremamente creativo e piacevole. In fondo è il processo della vita. La cura nella vita è sempre vincente. Io mi accorgo che ho perso l’abitudine alla cura. Ho perso la gioia della cura. È rimasta solo l’apparenza della cura e quella non basta all’ospite. Non basta nemmeno a me stessa. Forse è come ascoltare della musica di sottofondo. Scrivere con amore è come essere accompagnato da una colonna sonora che crea l’ambiente giusto, lo stato d’animo ideale, i sentimenti giusti. 

Ora non voglio illudermi, perché non è detto che facendo tutto questo il risultato arrivi, non è affatto detto. E d’altronde non intendo fare tutto questo per un risultato. Forse lo faccio perché il viaggio è più piacevole se fatto con il sorriso nel cuore. Forse perché nel fare e rifare c’è tanto amore e l’amore è quel che conta. 

Fare e rifare, appunto, e non stancarsi mai perché il cuore partecipa attivamente al processo. Non sono sola a voler esprimere la mia voce. Il cuore è con me e balza nel petto dall’entusiasmo quando prendo questa decisione. Tutto il mio organismo si mette in allerta e vuole partecipare al processo. Non sono affatto sola in questo compito. Ogni parte del corpo fa il suo lavoro e la musica comincia a suonare così intensamente che mi viene voglia di alzarmi e ballare. Ma non mi alzo, non mi muovo, si muovono solo le mie mani e miei occhi perché il processo è iniziato e non voglio perdermene nemmeno una parola.”

Photo Credits: Rosa Catoio, Turin

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3 thoughts on “A Heart Creation/Una creazione del cuore”

  1. Lovely to hear your voice – and this line cmes through your writing clearly: “Writing with love is like being accompanied by a soundtrack that creates the right environment, the ideal mood, the right feelings”. Wish I could have read your piece in Italian. I suspect that sense of the background of a soundtrack is even clearer..

  2. Thank you for your lovely words.
    Maybe my sharing might encourage you to find your own voice 🌹

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