Why Heartfelt Conversation?/ Perché Conversazione del Cuore?

When Rosa and I found Wholebody Focusing for the first time, both of us were seasoned Focusers. We had our own way to enter the Focusing process, which worked well. Still, we both realized immediately how Wholebody Focusing grounding was bringing us into a deeper and broader state of presence, in a very natural and straightforward way.
Whenever we engage in a partnered focusing session, we always start with a deep grounding through Heartfelt Conversation. We use this practice to facilitate a session with a client or student. We also enter into a Heartfelt Conversation with each other this way.

We could not start a Heartfelt Conversation without a slow, detailed grounding. First, each of us talks aloud to guide ourselves into a grounded presence. We describe everything we notice and feel to each other; then, we switch and, afterward, we still spend at least five minutes, or even more, exploring our “We Space.” It is a prolonged, natural process that opens both of us to a broader consciousness in which we both resonate with the space around us and experience more abundant wisdom coming from inside and outside ourselves. We feel we are in a vast field of energies and information, more fertile than both our fields alone.
This process helps us to very naturally step into grounded presence, and we experience something that is very wise–more profound, and love guides us as we interact with each other.

This is Heartfelt Conversation at its best for us!

Not all Conversations are so deep. Some of them are a very creative process, and others are full of lightness and sharing. We have also experienced healing process during this process.

As we work to support our clients, students, and focusing partners, we enter Heartfelt Conversation many times with outstanding outcomes. For example, we used HFC when we started working together to explore our differences, their most unclear and hidden parts, and also our different experiences in life. We touched our fears about this new collaboration, and we explored what could interfere, stopping or blocking the flow of energy between us and any chance at having an authentic, open connection.

We explored our discordant aspects in a careful, respectful, and authentic way through HFC. This in-depth process allowed us to open up to an appreciation of our mutual qualities. What did we like about each other? What was moving us to work together, and what was attracting one towards the other?

HFC showed itself as the most touching, positive, and transforming part of our process: any doubt or difficulty disappeared. Spontaneously, almost without becoming aware of what was happening between us, we shared a mutual appreciation for our qualities and positive aspects.  We brought out a whole series of qualities that had remained silent until we began having Heartfelt Conversations. The result of these interactions was that confidence was strengthened not only in our collaborative projects but also in our self-esteem.

Perché iniziare con un buon Radicamento

Quando abbiamo incontrato l’Wholebody Focusing cinque anni fa eravamo entrambe focalizzatrici ormai da tempo. Avevamo sviluppato ognuna il proprio modo di entrare nel processo di Focusing ma, fin da subito, ci siamo rese conto dell’efficacia del radicamento. Come previsto dal primo dei cinque spazi corporei dell’Wholebody, iniziando con un buon Radicamento, il processo andava molto più in profondità e il nostro Stato di Presenza risultava ampliato. Così è diventato il nostro modo di iniziare una sessione o una Conversazione col Cuore.

Iniziare una Conversazione col Cuore con un buon Radicamento per noi è fondamentale: ognuno a turno guida se stesso, descrivendo ad alta voce al compagno, in maniera semplice ed autentica, tutto ciò che percepisce. Così facendo si apre in modo naturale ad uno stato di coscienza più ampio, entra in un ritmo più lento e il pensiero va a servizio della percezione. Le informazioni giungono ai due partner dal Tutto in cui ci si radica, un luogo interiore ed esteriore allo stesso tempo.

I corpi fisici, emozionali ed energetici entrano in risonanza e si aprono all’esplorazione consapevole dello “Spazio del Noi”, quel campo di energie ed informazioni più vasto e ricco di contenuti dei reciproci campi. Si entra naturalmente in uno Stato di presenza Radicata che, nella Conversazione col Cuore, è ancora più vasto e profondo perché è formato dal campo fisico, energetico e spirituale di entrambi e, molto spesso, viene esperito come un qualcosa di molto più intelligente, saggio, amorevole di ciò che potrebbe emergere da una sessione individuale.

Sono molti i casi in cui la Conversazione col Cuore può essere utilizzata con evidenti benefici. Ad esempio all’inizio della nostra collaborazione è stato molto utile per noi esplorare quali erano gli aspetti più diversi, difficili, oscuri dei nostri caratteri e delle nostre esperienze. Quali erano le nostre paure rispetto ad una possibile collaborazione. Cosa avrebbe potuto mettersi in mezzo tra di noi ed impedire l’autenticità, l’apertura, l’accoglienza o semplicemente lo scorrere di una buona energia?

Dopo aver esplorato con discrezione, rispetto e autenticità questi aspetti più spigolosi, ci siamo naturalmente aperte, in maniera sincera, a quelle che erano le nostre reciproche qualità. Cosa apprezzavamo veramente l’una dell’altra, cosa ci aveva attratto e cosa ci aveva spinto a quella collaborazione? Quest’ultima parte si è rivelata la parte più commovente e costruttiva del processo, la parte che ha sciolto ogni nodo e dubbio. Senza neanche rendercene conto, in una spinta naturale di spontaneità, ci siamo confidate la nostra reciproca ammirazione e apprezzamento per alcuni degli aspetti che avevamo colto nell’altra e abbiamo fatto emergere tutta una serie di qualità rimaste in silenzio fino a quel momento. Questo ha sicuramente rafforzato la nostra fiducia non solo nel nostro progetto di collaborazione ma anche nella nostra autostima.

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